ALLERGIA AI POLLINI

Quando la fioritura primaverile è un problema

I mesi tra marzo-aprile e maggio-giugno corrispondono all’epoca della fioritura, con la dispersione di grandi quantità di pollini nell’aria.

Tempi duri per i soggetti allergici per i quali inizia un periodo di disturbi e sintomi, più o meno gravi ma certamente assai fastidiosi.

Le allergie ai pollini interessano, secondo dati dell’Istituto Superiore di Sanità, il 10-20% della popolazione, a seconda delle zone e delle stagioni.

Sono molto diffuse anche tra i bambini e mostrano una tendenza in crescita.

Tra le piante responsabili di allergie respiratorie le graminacee sono le più diffuse; a questa famiglia appartengono più di 9.000 specie di piante erbacee: erbe selvatiche a crescita spontanea ma anche varietà commestibili come per esempio grano, orzo, riso, avena, segale, mais.

Vento e clima secco favoriscono la veicolazione dei pollini, mentre la pioggia tende a farne diminuire la concentrazione nell’aria.

I temporali violenti, tuttavia, possono acuire la sintomatologia poiché causano la frammentazione dei granuli pollinici, che diventano così più facilmente inalabili.

I sintomi delle allergie primaverili possono essere più o meno intensi, a seconda della quantità di polline presente nell’aria, a sua volta influenzata dal clima e dalla diffusione delle piante sul territorio: starnuti, anche ripetuti, naso che cola, sensazione di pizzicore, congestione nasale e difficoltà a respirare, prurito al naso e nella zona del retrofaringe.

La crisi allergica può tuttavia interessare l’intero organismo, e condizionare lo stato di benessere generale con stanchezza, cefalea, debolezza, talvolta dermatiti o eruzioni cutanee.

COSA SONO LE ALLERGIE?

Le allergie si verificano quando il sistema immunitario reagisce in modo anomalo all’esposizione a una sostanza, in questo caso i pollini.

La reazione di ipersensibilità è mediata dalle immunoglobuline e anticorpi che vengono prodotti in quantità anomala; queste, a loro volta, stimolano il rilascio di istamina, sostanza che favorisce l’infiammazione e responsabile dell’avvio della reazione allergica.

In alcuni casi l’allergia può assumere le caratteristiche di un attacco d’asma, con senso di oppressione toracica, tosse, fiato corto; non è raro, infatti, che persone con allergie respiratorie siano anche affette da asma o che la sviluppino nel tempo per gli stessi allergeni.

Oltre alle vie respiratorie l’allergia colpisce anche gli occhi, con irritazione, arrossamento e prurito.

Gli occhi possono lacrimare e possono comparire gonfiore alle palpebre e fotofobia.

Le congiuntiviti allergiche stagionali provocano arrossamento delle congiuntive di entrambi gli occhi e abbondante secrezione, a volte viscosa.

CURARE L’ALLERGIA AI POLLINI

La gestione dei sintomi delle allergie ai pollini avviene con la somministrazione di farmaci antistaminici, corticosteroidi, decongestionanti assunti per via orale o inalatoria; ma è comunque opportuno evitare il più possibile l’esposizione all’allergene.

I farmaci antiallergici sono disponibili sotto forma di diverse formulazioni:
compresse, capsule, soluzioni in gocce, spray, gocce oculari.

Antistaminici: agiscono bloccando gli effetti determinati dall’istamina.

Durante la terapia viene consigliato di evitare gli alcolici perché possono aumentare l’effetto non desiderato di sonnolenza, tipico di alcuni di questi farmaci.

Bisognerebbe anche evitare l’assunzione di succhi di frutta, come il succo di pompelmo che può inibire l’azione di alcuni antistaminici, o aumentarla con rischio di maggior frequenza di effetti indesiderati.

Chiedere sempre al medico o al farmacista le interazioni.

Cortisonici: possono essere impiegati in caso di sintomi allergici gravi per ridurre l’infiammazione allergica, sia mediante l’attivazione di molecole ad azione antinfiammatoria che l’inibizione di molecole ad azione pro-infiammatoria.

È bene sapere che la terapia con cortisonici, se protratta nel tempo, richiede alcune attenzioni rispetto all’alimentazione.

I cortisonici possono causare aumento del peso corporeo, della pressione arteriosa e della glicemia: è opportuno controllare tali parametri soprattutto in caso di impiego prolungato.

Evitare anche bevande e alimenti ricchi di zuccheri e grassi, sia per non facilitare l’aumento di peso sia per prevenire l’effetto “diabetogeno”, dato che i cortisonici sono iperglicemizzanti.

Per ottimizzare l’effetto terapeutico riducendo al minimo gli effetti collaterali attenersi alle modalità e ai dosaggi indicati dal medico.

Le allergie possono essere curate e talvolta risolte con l’immunoterapia specifica a base di estratti allergenici, una sorta di vaccino che gradualmente, nell’arco di 3-5 anni, porta l’organismo alla desensibilizzazione nei confronti di un determinato allergene.

PER IL FASTIDIO AGLI OCCHI

Per alleviare prurito, bruciore, arrossamento e lacrimazione causati dalle allergie ai pollini esistono colliri specifici, con funzione anti-arrossamento e decongestionante, acquistabili senza prescrizione medica.

Possono contenere acido ialuronico e acque di stillate di camomilla, calendula, hamamelis, euphrasia, malva, sostanze dalle proprietà idratanti, lenitive e rinfrescanti.

L’uso di lacrime artificiali può allontanare gli allergeni e creare una barriera protettiva sull’occhio.

I colliri antistaminici, antinfiammatori o a base di corticosteroidi dovrebbero essere invece utilizzati dietro consiglio del medico.

In generale, per non aggravare la sintomatologia è opportuno evitare qualsiasi sostanza che possa causare una reazione allergica, evitare le lenti a contatto durante la terapia per la congiuntivite allergica e proteggere gli occhi con occhiali da sole.

ALLERGIE ALIMENTARI CROCIATE

In soggetti predisposti e allergici l’allergia respiratoria a pollini può accompagnarsi alla sindrome orale allergica, scatenata dal consumo di alcuni tipi di frutta e verdura.

Questo disturbo è dovuto alla cross reattività tra pollini e alimenti vegetali, che contengono la stessa proteina allergenica, la profilina.

Si manifesta con prurito e gonfiore alle mucose della bocca e alle labbra.

Sebbene nella maggior parte dei casi si tratti di episodi senza conseguenze, possono verificarsi anche reazioni più serie come manifestazioni respiratorie e cutanee, fino allo shock anafilattico.

Non tutti gli allergici, tuttavia sono soggetti a questo fenomeno, che riguarda il 30% dei casi circa e che è più accentuato in chi presenta più di una allergia.

Gli effetti delle allergie crociate, inoltre, sono più importanti durante il periodo di fioritura delle piante; specialmente in questo periodo il soggetto allergico, quindi dovrà fare attenzione ai cibi posti sulla propria tavola.

Ogni famiglia di piante è associata a un gruppo di alimenti che possono innescare una cross reattività.

Nel caso dalla famiglia delle graminacee gli alimenti principali ai quali fare attenzione sono frumento, orzo, segale, avena, mais, frutta e verdura fresche come anguria, agrumi, melone, kiwi, pesca, prugna, albicocca, ciliegia, pomodoro, melanzana, e frutta secca come arachidi e mandorle.

Le reazioni sono molto soggettive, possono riguardare uno solo o più alimenti contemporaneamente, e non sempre con la stessa intensità.

In generale la cottura neutralizza l’attività allergenica rendendo possibile il consumo di questi cibi.

di Marina Franceschi