DEPRESSIONE: Un disturbo mentale che può essere guarito

“Tirati su”, “Prova a reagire” sono frasi che spesso si rivolgono, con le miglior intenzioni, a un amico o un parente che appare triste o sfiduciato.

Ma a volte non si tratta di uno stato d’animo negativo, ma di una vera e propria malattia, la depressione.

Ancora sottovalutata e poco conosciuta, questo malessere continua ad avere un impatto molto negativo sulla vita di chi ne soffre: è un disturbo dell’umore che influisce gravemente sulla vita del paziente.

Esistono diversi tipi di depressione e sono differenti quindi anche i tipi di trattamento necessari.

In Italia colpisce oltre 3 milioni di persone, di cui oltre 2 milioni sono donne.

Secondo l’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la depressione è tra le principali cause di disabilità nel mondo e non viene ancora trattata in modo efficace.

SINTOMI: Come capire che si tratta di depressione?

Attualmente non esistono particolari analisi o esami per la sua diagnosi.

Il momento più importante è il colloquio con lo specialista, fondamentale per individuare la forma di depressione e per identificarne i sintomi, il loro impatto e la durata.

In generale un episodio depressivo si manifesta attraverso un importante calo nel tono dell’umore in associazione con diversi altri sintomi che compongono così una vera e propria “sindrome”.

Questa condizione può durare anche diverse settimane o mesi, e scatena sofferenza e disagio in chi ne viene colpito e inevitabilmente coinvolge i familiari del paziente.

Quali sono i sintomi più tipici della sindrome depressiva? Sono di diverso tipo.

Ad esempio, senso di malessere e di disagio, difficoltà a svolgere le normali attività quotidiane, tendenza a isolarsi.

Ci può essere anche apatia, ossia assenza di motivazione, disinteresse e indifferenza verso il mondo circostante.

Progressivo indebolimento della volontà di intraprendere qualsiasi iniziativa.

La depressione provoca anche una costante sensazione di stanchezza e mancanza di energia, alterazioni del ritmo sonno – veglia e sonnolenza durante il giorno.

CAUSE: Cosa può scatenare la depressione?

Molte ricerche scientifiche stanno indagando sulle cause di questo disturbo.

Si sa che la depressione è condizionata da molti fattori, biologici, psicologici e ambientali.

Anche la familiarità aumenta il rischio di episodi depressivi.

Alcuni studi hanno indagato sul ruolo di neurotrasmettitori quali serotonina, noradrenalina e dopamina, elementi considerati importanti nell’insorgenza della malattia.

Pazienti affetti da depressione possono avere alterazioni neuroendocrine, ad esempio a carico della tiroide.

Tra le altre cause scatenanti possono esserci malattie organiche e farmaci.

Avvenimenti drammatici o cambiamenti radicali nella vita, come un lutto, la rottura di legami importanti, la perdita del lavoro, problemi economici, possono scatenare l’inizio di episodi depressivi.

Anche l’abuso di alcol e l’uso di sostanze stupefacenti può causare l’insorgere della patologia depressiva.

TIPI DI DEPRESSIONE

Diversa è la classificazione a seconda del tipo, della durata e della gravità dei sintomi.

Ricordiamo qui alcune delle tipologie principali.

Depressione maggiore (DM):

è la forma considerata classica.

È il più diffuso dei disturbi dell’umore.

Il più delle volte non va confusa con la tristezza e la sofferenza per cause fisiologiche.

Si manifesta generalmente con sintomi marcati e presenti durante tutto l’arco della giornata quasi tutti i giorni.

Può durare da poche settimane fino a diversi anni.

I sintomi principali della depressione maggiore comprendono:

  • umore depresso per la maggior parte del giorno quasi tutti i giorni;
  • una forte diminuzione di interesse per tutte, o quasi tutte, le attività.

Possono essere presenti altri disturbi come:

  • un calo importante di peso (senza una dieta), o al contrario un aumento;
  • insonnia o viceversa ipersonnia, ovvero troppe ore passate a dormire;
  • agitazione o rallentamento psicomotorio, cioè nei movimenti e nei pensieri;
  • fatica o mancanza di energia;
  •  sentimenti di colpa;
  • un calo drastico nella capacità di concentrazione.

Talvolta sono presenti anche pensieri ricorrenti di morte, o veri e propri progetti di suicidio.


Disturbo depressivo persistente (DDP):

è una forma cronica che si manifesta quasi tutti i giorni per almeno due anni.

I sintomi sono più attenuati, tanto che la persona riesce a far fronte alle attività giornaliere, ma è presente un’importante sofferenza psicologica.

L’umore è depresso, e in più possono esserci due o più sintomi tra quelli indicati nella Depressione Maggiore.

Depressione post-partum o DPP:

colpisce, con diversi livelli di gravità, le neomamme, più spesso tra la sesta e la dodicesima settimana dopo il parto.

Si verificano crisi di pianto, netti cambiamenti di umore, irritabilità generale, perdita dell’appetito, insonnia o ipersonnia, assenza di interesse nelle attività quotidiane o verso il neonato.

Depressione nell’anziano:

si registra maggiormente nei pazienti dei centri assistenziali o nei ricoveri prolungati.

La depressione nell’anziano ha caratteristiche particolari che rendono sfumati i confini tra psichiatria, neurologia e geriatria.

I fattori più spesso associati a questa forma tardiva sono: il sesso femminile, disturbi cognitivi, disabilità, scarsi contatti sociali, eventi stressanti.

La presenza di un’altra malattia (co[1]morbilità), rende i disturbi depressivi intensi.

Depressione stagionale:

una forma atipica, denominata anche SAD (Seasonal Affective Disorder).

Il calo di umore insieme agli altri sintomi segue l’andamento delle stagioni.

La forma di più frequente è quella autunnale/invernale.

Questa depressione si ripete ciclicamente ogni anno, con sintomi che perdurano a lungo.

Chi soffre di SAD si sente triste, irritabile stanco e assonnato, fatica a concentrarsi e a dormire bene, tende a isolarsi, prova un forte desiderio di carboidrati e zuccheri.

TERAPIA: Come può essere curata la depressione?

La depressione è una malattia e come tale si può curare, grazie alla sempre maggiore disponibilità di terapie.

Per la maggior parte delle forme depressive è possibile ottenere la remissione dei sintomi e far sì che la persona possa avere una buona qualità di vita.

Nella fase acuta la priorità è contenere i sintomi e ripristinare un adeguato adattamento sociale e lavorativo, mentre nel lungo termine si cerca di prevenire le ricadute e la cronicizzazione.

La depressione è una malattia complessa e diversificata e l’approccio al trattamento va valutato in maniera personalizzata.

La diagnosi è il primo passo verso la scelta di una terapia più adatta.

Essa si basa su un lungo colloquio dello specialista con il paziente, per comprendere eventuali avvenimenti traumatici che possono aver dato origine alla malattia depressiva (ad esempio un lutto, una separazione…).

Tuttavia, non sempre è presente o si riesce a individuare una specifica causa scatenante.

Spetta al medico curante stabilire quale sia il percorso di cura più indicato per ogni caso.

Oggi è possibile ritagliare sul singolo paziente la migliore terapia possibile.

Nei pazienti può essere indicato un trattamento psicoterapico sia da solo che in combinazione con un farmaco antidepressivo.

Come testimoniato da numerosi studi clinici, l’associazione della psicoterapia alla terapia farmacologica permette di ottenere una migliore efficacia nel controllo della patologia.

Finora i migliori risultati nell’iter psicoterapeutico si sono ottenuti con la terapia cognitivo-comportamentale, indicata in tutte le fasi della patologia.

Infine, anche muoversi aiuta a combattere la depressione.

Molti studi stanno dimostrando i benefici di un’attività fisica regolare per chi soffre di depressione.

In linea generale, condurre una moderata e costante attività fisica può contribuire a mantenere un buono stato di salute generale, fisico e psicologico.

di Alessandra Margreth