PELLE IN INVERNO

Difendiamo la nostra cute dalle insidie del freddo

L’inverno mette a dura prova la nostra pelle, sottoponendola all’attacco di agenti esterni come freddo, vento e umidità che possono scatenare infiammazioni cutanee.

Questo perché le basse temperature riducono la naturale quota di film idrolipidico (il sottile strato protettivo naturale che ricopre la superficie cutanea proteggendola dalle aggressioni esterne) causando secchezza cutanea.

Con i rimedi giusti, però, è possibile ridurre gli effetti negativi dell’inverno sulla pelle.

Ecco come intervenire.

DERMATITE DA FREDDO

È un’irritazione cutanea scatenata dall’esposizione al freddo.

Risultato: mani secche, ruvide al tatto e arrossate, a cui si aggiungono spesso delle ragadi, piccole e dolorose fissurazioni che compaiono principalmente dove l’epidermide è meno elastica e più sottoposta a sollecitazioni continue.

La dermatite da freddo può essere inoltre associata a desquamazione e prurito intenso.

Come intervenire

Ai primi sintomi, per favorire il ripristino del film idrolipidico, usare unguenti autoidratanti a base di poligliceroli o polietilenglicoli, sostanze capaci di attirare l’acqua nello strato corneo, restituendo alla cute la morbidezza persa.

Inoltre, per salvaguardare il film idrolipidico e non comprometterne ulteriormente le funzionalità, nei mesi invernali è consigliabile rinunciare ai normali saponi o detergenti troppo schiumogeni, evitando anche i prodotti particolarmente aggressivi.

Meglio puntare invece su alternative oleose che lubrificano la pelle, e preferire lavaggi con acqua tiepida (quella troppo calda tende, infatti, a seccare ancora di più la cute).

GELONI

Sono lesioni della pelle a carico di mani e piedi e possono essere innescati dalle basse temperature, specie se combinate con l’umidità.

Le piccole vene che irrorano questi organi si dilatano eccessivamente, facilitando la liberazione di liquidi e sostanze infiammatorie che gonfiano e arrossano punte e nocche delle dita, rendendole pulsanti e doloranti.

Inoltre è facile avvertire prurito alle estremità di mani e piedi.

Come intervenire

Immergere mani e piedi per una decina di minuti in una bacinella di acqua tiepida, dopodiché applicare un gel lenitivo a base di ossido di zinco.

In alternativa, si può precedentemente far bollire l’acqua aggiungendo cinque foglie di salvia per litro: questa pianta aromatica ha anche un’azione lenitiva capace di ridurre prurito e infiammazione.

Se non si hanno segnali evidenti di miglioramento dopo qualche trattamento, consultare il proprio medico (o il dermatologo di fiducia) che potrebbe prescrivere specifiche pomate antinfiammatorie (o antibiotiche, se sono presenti screpolature o lesioni a rischio di infezione).

Come alternativa green, ai primi accenni di geloni si possono anche usare, previo consulto medico o del farmacista, creme a base di arnica, calendula o olio di iperico, dall’azione antinfiammatoria e lenitiva.

Per prevenire il disturbo (così come la dermatite) quando si esce all’aperto è bene tenere le estremità al caldo e all’asciutto, indossando guanti idrorepellenti e solette termiche.

XEROSI CUTANEA

Si manifesta con sottili rughe e fessure della pelle che le conferiscono un aspetto simile a un vetro rotto.

Complici freddo e riscaldamento domestico, la cute, già tendenzialmente secca, finisce con il disidratarsi ulteriormente, diventando più spessa e ruvida; inoltre può desquamarsi (soprattutto sugli arti inferiori, ma anche su mani e avambracci) e prudere.

Come intervenire

Per proteggersi sono utili le norme suggerite per la dermatite da freddo.

Possono essere utilizzate anche creme emollienti che contengono sostanze come acido lattico, acido acetilsalicilico e urea, da applicare quando la pelle è ancora umida.

O pomate e unguenti naturali a base di achillea, alloro e arancio amaro: ricche di oli essenziali e flavoni, migliorano la permeabilità della pelle e stimolano il microcircolo cutaneo.


COUPEROSE E ROSACEA

L’inverno è un periodo a rischio per chi è soggetto a couperose e rosacea, due problemi cutanei che tendono ad accentuarsi durante la brutta stagione per via dei rapidi passaggi dagli ambienti caldi al freddo esterno che fanno apparire un arrossamento diffuso nelle zone centrali del volto, accompagnato da bruciore e sensazione di calore (flushing).

A causarlo è una vasodilatazione (teleangectasia) provocata da un’alterazione del microcircolo superficiale del viso.

Anche i capillari (i più piccoli vasi sanguigni dell’apparato circolatorio), già fragili per natura, vengono messi sotto stress: si dilatano, perdono elasticità per poi rompersi e, con il tempo, degenerare in couperose, un reticolo sempre più evidente di sottili linee rosse, soprattutto su guance, mento e punta del naso.

Spesso la couperose è la prima fase della rosacea, un’alterazione patologica della cute che oltre a eritema e teleangectasie, può essere accompagnata da papule e pustole simili a quelle dell’acne.

Come intervenire

Per ridurre i sintomi della couperose, si può ricorrere a creme lenitive e antinfiammatorie a base di estratti vegetali che stimolano la circolazione sanguigna e riducono la flogosi (come mirtillo, rusco, ippocastano, calendula, centella asiatica, malva).

Le chiazze rosse caratteristiche della couperose possono essere trattate efficacemente anche con metodiche come il laser vascolare, che è in grado di fotocoagulare i vasi dilatati.

Riguardo alla rosacea, invece, per il controllo della sintomatologia il medico può prescrivere creme antinfiammatorie come quelle a base di acido azelaico, mentre nei casi più seri potrebbe ricorrere ad antibiotici per via orale (tetracicline, ad es.).

A scopo preventivo, all’aperto è importante proteggere la pelle del viso con una sciarpa, mentre prima di entrare in un ambiente caldo si può evitare lo sbalzo di temperatura semplicemente appoggiando le mani, coperte da guanti di pile o morbida lana, sopra le guance per scaldarle.

Inoltre, anche d’inverno è consigliabile proteggere la pelle del viso applicando un filtro solare con fattore di protezione superiore a 30.

PRENDERSI CURA DELLA PELLE A TAVOLA

Ecco alcuni alimenti che possono essere d’aiuto durante la stagione più rigida dell’anno.

Pesce azzurro:

grazie all’elevato contenuto di acidi grassi Omega 3, contribuisce alla produzione di collagene, svolgendo una preziosa azione idratante e rigenerante delle cellule cutanee.

Zucca:

ricca di betacarotene, vitamine del gruppo A e acqua, è tra le migliori cure naturali per idratare e lasciare la pelle morbida e vellutata.

Bacche di ginepro:

indicate per prevenire geloni e dermatite da freddo, hanno un’azione vasoattiva che tonifica la pelle migliorando il microcircolo.

Frutta secca:

è ricca di acidi grassi essenziali, costituiti da sostanze simili ai lipidi che rivestono la cute.
Questi grassi aiutano a mantenere l’equilibrio della barriera idrolipidica.
Garantendo una funzione protettiva.
In più contengono vitamina E, utile per reidratare la pelle e limitare i danni causati dai radicali liberi.

di Aldo Luca Albertoni