Bambino con la febbre?

Bambina con febbre

Come misuro la temperatura? Come mi devo comportare? I consigli utili e pratici.

La febbre è definita come un incremento della temperatura corporea al di sopra dei limiti di normalità.

Secondo le indicazioni pratiche fornite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, la temperatura è normale se compresa fra 36.5 e 37.5°C (WHO, 1996) e sopra i 37.5°C (38°C se la misurazione è rettale) si ha la febbre.

Mentre viene definita iperpiressia l’aumento della temperatura corporea oltre i 39°C.

La comparsa della febbre nei bambini, soprattutto quelli più piccoli, è fonte di ansia per i genitori: ecco i consigli utili per affrontarla.

UN SINTOMO, NON UNA MALATTIA

I pediatri spiegano che la febbre è anzitutto il sintomo di una patologia e non una malattia.

Nonostante sia molto temuta, gioca un ruolo importante nella fisiologica risposta di difesa dell’organismo agli agenti infettivi.

Nella maggior parte dei casi è associata ad una malattia infettiva: l’organismo attua nei confronti di virus e batteri meccanismi di difesa tra cui la febbre.

Quando il sistema di difesa attiva una risposta immunitaria, il cervello va a modificare la temperatura media del corpo e si ha una variazione della termoregolazione corporea, proprio per aiutare tale risposta.
Sintomi associati alla febbre sono brividi causati dall’alterazione del sistema di regolazione interno della temperatura, sudorazione, dolori muscolari, sensazione di stanchezza.

COME SI MISURA?

Per tutti i bambini, la misurazione a domicilio della febbre viene raccomandata con termometro digitale in sede ascellare.

Il termometro digitale registra la temperatura corporea utilizzando dei sensori.

La misurazione della temperatura è rapida e il risultato è semplice da leggere, spesso è accompagnato da un segnale sonoro.

Ormai è sconsigliato dai pediatri misurare la febbre per via rettale, a causa della sua invasività e del disagio che comporta.

Un altro tipo di termometro è quello a raggi infrarossi auricolare, con il quale viene rilevata la temperatura nell’orecchio.

Misurare la febbre a livello auricolare richiede solo pochi secondi, ma è bene adottare alcuni accorgimenti per avere una temperatura precisa: pulire l’orecchio affinché sia privo di ostruzioni (cerume in eccesso e secrezioni); rilevare la temperatura sempre nello stesso orecchio in quanto può variare da un orecchio all’altro; non utilizzare l’orecchio in cui sono state instillate gocce o altri medicamenti; non utilizzare la misurazione auricolare se è presente un’infezione auricolare esterna (otite esterna) perché potrebbe provocare dolore.

Infine, il termometro a infrarossi frontale misura il calore emesso dalle superfici corporee, la misurazione è rapida e confortevole, per esempio permette di controllare la febbre senza svegliare il bambino, però viene considerata meno precisa.

Mentre il termometro a mercurio non è più in commercio, ma è sostituito da quello a gallio o galinstano: contiene una lega ed è considerato un’alternativa valida al tradizionale termometro a mercurio.

Chiedi al tuo farmacista un consiglio, saprà indicarti il misuratore più adatto.

ABBASSARE LA FEBBRE? SOLO SE ALTA

Non è sempre necessario abbassare la febbre, infatti se è leggera e il bambino non mostra segni di sofferenza si può aspettare e ricontrollare dopo qualche ora.

Prima di consultare il pediatra è bene porsi alcune domande, osservando il bambino:

  • È pallido?
  • È vivace?
  • Ha voglia di mangiare?
  • Gioca?
  • Piange sempre?
  • Oltre alla febbre presenta altri sintomi, come tosse, raffreddore, mal d’orecchie, mal di pancia, vomito, diarrea?
  • Ha macchie sulla pelle?

Per abbassare la febbre, oltre i 38-38.5°C solitamente il pediatra consiglia l’utilizzo di antipiretici: il paracetamolo e l’ibuprofene.

Possono essere usati entrambi, rispettando il dosaggio opportuno, in base all’età e al peso del bambino, secondo le indicazioni del pediatra.

È invece sconsigliato l’uso alternato o combinato dei due farmaci.

Oltre al farmaco ci sono alcuni accorgimenti che possono aiutare in caso di febbre:
è bene vestire il bambino con abiti leggeri e se è a letto non utilizzare coperte: in questo modo l’organismo potrà disperdere calore.

A letto i bambini piccoli possono essere tenuti con il solo body, i più grandi con un pigiama leggero.

Non si deve costringere il bambino a mangiare se non ha fame, ma è bene farlo bere a sufficienza, acqua o camomilla.

Sono da evitare anche le spugnature sia con acqua, sia con alcol, perché possono portare vasocostrizione, al posto della necessaria vasodilatazione utile alla dispersione di calore, e disagio al bambino; nessun beneficio neppure dalla classica borsa del ghiaccio sulla testa.

Ricordarsi, infine, che è indispensabile consultare il pediatra, se:

  • il bambino con la febbre ha meno di 6 mesi;
  • ha un aspetto sofferente, con un pianto flebile e segni di disidratazione;
  • presenta cefalea intensa e rigidità della nuca;
  • ha difficoltà respiratoria;
  • presenta convulsioni;
  • la febbre persiste da oltre 48 ore.

UN SORRISO RUBACUORI

Insegnare ai bambini la corretta igiene orale è importante fin dal primo dentino

Un corretto atteggiamento verso l’igiene orale e un precoce approccio ai controlli odontoiatrici sono la chiave giusta perché i bambini imparino a prendersi cura della propria bocca.
La carie è ancora una delle malattie croniche più diffuse in tutto il mondo.
In Italia, secondo i dati del Ministero della Salute, a 4 anni di età, ne soffre il 21,6% dei bambini; mentre a 12 anni il 43,1% dei ragazzini.
Impostare fin dai primi anni una corretta routine per la cura dei denti, permette di arrivare alla dentizione definitiva e all’età adulta con una dentatura sana.

IGIENE? FIN DAL PRIMO DENTINO!

Per quanto riguarda l’igiene orale deve cominciare presto… appena si vede spuntare il primo dentino! All’inizio sarà il genitore ad aiutare nella pulizia: i dentini appena spuntati vanno puliti con una garzina bagnata, arrotolata sul dito. Quando le capacità manuali del bambino lo consentiranno, sarà lui a spazzolare efficacemente i denti da solo, due volte al giorno. Nella maggior parte dei casi il primo dentino spunta tra i sei e i dieci mesi e
la dentizione detta “da latte” si completa intorno ai due anni, due anni e mezzo. Generalmente i primi denti a spuntare sono gli incisivi inferiori, poi tra gli otto e i dodici mesi spuntano gli incisivi superiori. La dentatura da latte completa comprende venti denti, dieci inferiori e dieci superiori.

DOLORE E FASTIDIO DA CRESCITA

L’eruzione di un dentino è sempre un piccolo evento traumatico che può avvenire senza particolari disturbi per il bambino ma che talvolta può causare infiammazione, arrossamento, dolore. Nel periodo della prima dentizione è possibile che si presentino alcuni disturbi: pianto, agitazione, irrequietezza, risvegli notturni causati dal dolore e dal fastidio generati dai dentini che spingono per uscire. Nel corso della dentizione è normale che il piccolo sbavi, voglia mordere o rosicchiare, in questo caso gli va dato qualcosa di duro da masticare, meglio se si tratta di prodotti specifici, costruiti in materiale atossico, facilmente reperibili in farmacia. Poi, appena possibile, si deve cominciare a far familiarizzare il bambino con lo spazzolino e il dentifricio.

PRIMA VISITA DAL DENTISTA

Secondo la Società Italiana di Odontoiatria Infantile (SIOI) l’ideale sarebbe fare una prima visita dal pedodontista, il medico dei denti specializzato nella cura dei più piccoli, già ad un anno di età e comunque prima dei tre. In questa occasione verrà fatta una semplice ispezione della bocca del bambino, ma è un momento utile per conoscersi e per i primi consigli ai genitori. Infatti, verranno fornite le indicazioni sulle misure di igiene orale più adatte all’età del piccolo, ed eventualmente correggere abitudini che possono danneggiare il cavo orale, come una forma del ciuccio non anatomica o il consumo di sostanze zuccherate.

QUELLI DEFINITIVI HANNO BISOGNO DI PIÙ FLUORO

La seconda dentizione inizia dopo la caduta dei rispettivi denti da latte: di solito i primi a cadere sono gli incisivi inferiori, intorno ai sei anni. A questa età il bambino avrà già effettuato dei controlli odontoiatrici e il medico saprà dare i giusti consigli su eventuali problematiche legate alla crescita dei denti definitivi. È bene programmare dei controlli una volta l’anno sia per intercettare precocemente eventuali problemi, sia per instaurare un rapporto di fiducia tra il medico e il bambino. Questo risulterà utile nel caso si debbano poi effettuare dei piccoli interventi, come la rimozione di una carie, un trauma oppure l’ortodonzia. È, infatti, sempre traumatico fare la conoscenza del dentista quando c’è un’emergenza in corso, come un mal di denti o un dente rotto. La paura del dentista non è innata: è qualcosa che è indotto da una scarsa familiarità e anche dall’atteggiamento ansioso dei genitori. 

AD OGNUNO IL SUO DENTIFRICIO E SPAZZOLINO

Secondo le Linee guida nazionali del Ministero della Salute, è corretto utilizzare anche dentifrici contenenti fluoro: dai 6 mesi e fino 6 anni 1000 ppm di fluoro, due volte al giorno, con una quantità pari alla grandezza di un pisello. Oltre i sei anni la quantità di fluoro può essere quella dei dentifrici per adulti, ma spesso i bambini non amano il gusto forte della menta, per questo ci sono per loro prodotti specifici. Il fluoro a contatto con i denti rinforza e protegge lo smalto, ed è perciò raccomandato di ridurre al minimo il risciacquo. Lo spazzolino deve essere adatto alle dimensioni della bocca e se è colorato e con i personaggi più amati, può diventare un gioco ed essere utilizzato con più attenzione e per più tempo dal bambino. Chiedi consiglio al tuo farmacista, ti saprà fornire le informazioni di cui hai bisogno.  

FATINA O TOPOLINO? L’IMPORTANZA DEL RITO DI PASSAGGIO

Ogni Paese ha la sua tradizione: in alcuni il dentino da latte caduto si lascia sul comodino o sotto il cuscino e lo si affida al ‘topolino dei denti’ in altri ad una fatina. Entrambi lasciano un segno di ringraziamento, un piccolo dono o una moneta. Questa tradizione, che nelle sue differenze si ritrova in molte culture è importante, perché costituisce un rito di passaggio verso un’età più matura. La promessa di un dono, poi, in cambio del dentino può servire a dare una piccola gratificazione e a far passare la paura generata dalla perdita del dente.